Ainsa

Nome del percorso e descrizione

Livello e scala di difficoltà escursionistica

E (Per maggiori info sui gradi utilizzati per l’escursionismo clicca qui).

Durata

4.40 ore

Distanza

14,13 km

Punti ristoro acqua

non c’è possibilità di approvvigionamento di acqua durante il percorso

RIFUGI

Guaso esconjuraderos

Periodo migliore per l'escursione

Tutto l’anno, in particolar modo da fine giugno a metà settembre.

CLIMA

Ad Ainsa le estati sono calde, secche e per lo più con cielo sereno, mentre gli inverni sono molto freddi e parzialmente nuvolosi. Nel corso dell’anno, la temperatura varia generalmente da 1 °C a 27 °C e raramente scende sotto i -4 °C o sale sopra i 31 °C.

Come raggiungere il punto di partenza

Da Huesca si prende la A-22 fino a Barbastro e poi la A-138 fino ad Ainsa. Vicino al parcheggio pubblico c’è un sentiero, inizialmente asfaltato, che indica l’eremo della Virgen de los Palacios.

Attrezzatura e abbigliamento necessari

Nello zaino non devono mancare: una bottiglia d’acqua, poiché nel tragitto non è sempre possibile approvvigionarsi, un cappello, giacca a vento, tutto ciò che si ritiene indispensabile a livello personale, ricordando di non appesantire inutilmente lo zaino. Indispensabili le calzature da trekking. 

Download file: AINSA A GUASO CIRCULAR POR SELVA NORTE - SIERRA DE PARTARRA.gpx
La leggenda della Croce di Sobrarbe narra che nell’anno 724 il re Garcí Ximénez conquistò il villaggio dai musulmani grazie alla forza conferitagli dall’apparizione di una croce infuocata in cima a un leccio. Nonostante molti storici dubitino la veridicità dell’accaduto, ogi due anni viene ancora ricordato con la celebrazione de La Morisma. Il castello di Aínsa risale all’XI secolo. Faceva parte della linea di difesa dei territori cristiani (linea che si estendeva fino ad Abizanda), e divenne il fulcro della città. Nel Medioevo divenne la capitale della contea di Sobrarbe, che apparteneva al regno di Aragona.  

Guaso esconjuraderos: Gli “esconjuraderos” sono un elemento caratteristico della cultura e delle tradizioni pirenaiche. Chi risiedeva in montagna affrontava gli aspetti meteorologici con le stesse superstizioni e pratiche di altri aspetti della vita quotidiana. Erano uno spazio importante dal quale il sacerdote e la popolazione invocavano di deviare o annullare le tempeste o i temporali che potevano rovinare i campi e i raccolti. Ecco perché questi edifici sono situati in punti in cui si ha un’ampia vista panoramica sull’orizzonte.

  • Castello di Ainsa
  • Chiesa di Santa Maria
  • Piazza Mayor di Ainsa
  • Belvedere su una zona di alimentazione di avvoltoi
  • Eremo della Virgen de los Palacios
  • Chiesa di Guaso
  • Esconjuraderos di Guaso.
  • Fiume Ena
  • Fiume Ara

Casa Alfonso

La cucina tradizionale è caratterizzata dalla posizione nel cuore dei Pirenei di Huesca, con piatti sostanziosi che aiutano a resistere alle basse temperature invernali.

Manzo, maiale e agnello sono i più popolari, anche se si possono trovare anche piatti a base di selvaggina.

Il castello di Ainsa ospita l’ecomuseo della fauna, dedicato agli avvoltoi, un uccello a rischio di estinzione.

Nella periferia di Ainsa si trova l’area di alimentazione degli avvoltoi, uno spazio riservato al nutrimento degli avvoltoi che si aggirano nella zona. I resti delle carcasse delle aziende di carne della zona vengono gettati lì e gli avvoltoi si occupano di smaltirli in modo ecologico e non dannoso per l’ambiente.

Una delle curiosità delle case del centro storico di Aínsa sono i pomelli delle porte. Molti di essi hanno una forma fallica, come un amuleto, con l’intento di attirare la fertilità nella casa.

 

Il rafting è una delle migliori attività sportive che si possono praticare ad Ainsa, che ha due fiumi perfetti per questo sport. Da un lato l’Ara e dall’altro la Cinca, due fiumi montani che confluiscono ad Ainsa.

 Link utili:

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